16 Febbraio 2008

[semplice]

Cosa rimane?




Forse più che una rosa, è un sorriso.
Perchè san Valentino è un giorno come mille altri, e non l'ho mai festeggiato.

Io non sono da cioccolatini, non sono da peluches, non sono da frasi tenere e cuoricini e miele vario.
Non credo ci riuscirei mai.
.Style & Semplicity. Tu dici che siamo così.

Io sorrido.
Perchè ieri era un giorno buono come un altro per dimostrarti semplicemente cosa siamo.
Perchè non esiste san Valentino, esiste solo la voglia di stupirsi.
E sei riuscito a mettermi nel sacco.
Ma ci sono riuscita anch'io.

Niente di straordinario, solo emozioni, solo noi.
Un percorso di bugie abilmente intessute per portarti fuori strada che rischiavi di smascherare per via di quel semplice e inaspettato gesto.
Perchè svegliandomi non avrei mai immaginato che la notte ti eri appostato sotto casa aspettando che tornassi per poi fare quel che hai fatto.
Perchè qualsiasi cosa sarebbe stata troppo scontata, troppo banale. Ma tu sembri sapere esattamente cosa mi piace.
E sai farlo nel modo più perfetto che potrei immaginare.
E il freddo del terrazzo non l'ho più sentito quando ho visto quella busta bianca appesa al cancello di casa.
E sapevi che l'avrei riconosciuta, sapevi che avrei saputo che era per me.
Quel disegno. Quello smile. Quel tuo tatuaggio che adoro così tanto. Che mi guardava sorridente come per dire "beh, che fai? Non mi vuoi?"




E già ti immaginavo, una buffa e silenziosa figura che si muoveva così vicino a me inconsapevole di tutto. Che si faceva aiutare a sistemare in alto la borsa per strapparmi un sorriso. Che temeva di far rumore, di esser scoperta.

E' stato bello, ma non mi bastava.
Ero io che volevo farti felice, mi hai presa in contropiede.

Quando vuoi solo una cosa, quando non hai nient'altro in testa sembra che il tempo rallenti più del solito.
Mezzogiorno e mezza.
Un po' di commissioni, un paio di acquisti.
Mezzogiorno e mezza.
Un paio di biglietti, un fiocco.
Mezzogiorno e mezza.
Scrivere degli indizi, aggiungere quel tocco che l'avrebbe reso "mio".
Mezzogiorno e mezza.
I vestiti, il profumo, il battito accelerato.
Mezzogiorno e mezza.
Finalmente in macchina, i 39 km per arrivare ad Alba sono volati e Safari mi teneva compagnia.
Mezzogiorno e mezza.
Il parcheggio, l'attesa.
Mezzogiorno e mezza.

Il cellulare che suona.
Ci siamo.
La ragazza che lavora con te mi sta aspettando.
Non so nemmeno come sia diventata mia complice, ma ora sono qui che aspetto un altro sui squillo, un via libera.

Mezzogiorno e mezza.

Eccolo.
Mi alzo, non ho idea della faccia che ho.
Sorrido, ma non so se lo faccio con le labbra o se lo sento e basta.

Mezzogiorno e mezza.
Apro la porta, mi indica la strada.
Tu credi che sia lei, sei girato di spalle seduto alla tua scrivania, fai dei commenti inconsapevole mentre mi avvicino.

Parlo.

E' strano come riesca a percepire attimo per attimo il brivido che ti sale lungo la schiena.
Il modo in cui ti volti.
Il modo in cui mi guardi, in cui sembri quasi non mettermi a fuoco e ti rivolti subito, chiedendoti se stai sognando o meno.
Nessun sogno, il mio abbraccio e il mio profumo te lo confermano.

E il resto è volato.
Non esiste san Valentino, esiste solo il modo in cui mi guardi.
Esiste solo l'immagine che mi porterò dietro per un bel po' di tempo, la fotografia mentale che ti ho scattato quando ti sei girato.

Esiste solo il modo in cui sussurri "mia"...


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